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A new moka is blooming. David Chipperfield ridisegna la Moka tradizionale

Il lento sobbollire del caffè, con quel profumo inconfondibile che per molti rappresenta l’odore del risveglio. È un momento di convivialità e socializzazione, ma soprattutto un rito a cui nessuno può rinunciare.

A new moka is blooming nasce dalla volontà di Alessi di rinnovare uno degli archetipi della sua produzione e del quotidiano. Proprio per questo motivo ha incaricato l’architetto inglese David Chipperfield di interpretare in chiave moderna quello che è uno dei simboli del design italiano: la Moka Express. Disegnata e prodotta nel 1931 da Alfonso Bialetti, la Moka è diventata nel tempo un vero e proprio oggetto riturale della vita quotidiana delle famiglie, le quali nel dopoguerra vivevano ancora una sensazione di instabilità.

“Come si può migliorare la Moka? Forse solo migliorando quello che è già”, afferma Chipperfield.

I prodotti cambiano nel tempo per adattarsi a nuovi contesti ed è quello che è successo con l’interpretazione dell’architetto della caffettiera più famosa al mondo che, pur conservando il carattere tradizionale della caffettiera, apporta ad essa piccoli cambiamenti sul punto di vista del design. Con l’idea di rendere la sua geometria più forte si sviluppa su undici facce e un coperchio piatto, in modo tale da poter integrare meglio le proporzioni e per inserire il beccuccio, il quale fa parte di una delle faccette.

 

 

Prodotta in alluminio proprio come l’originale, si può trovare nelle versioni 1,3 o 6 tazze. La nuova Moka si distingue anche per i suoi particolari, come l’ampiezza della base che favorisce la trasmissione del calore, il pomolo posizionato lateralmente così che consente di alzare il coperchio anche con una sola mano, ma soprattutto il manico spostato verso l’esterno per far sì che non possa fondersi a contatto con la fiamma.

Si può dire che Alessi non solo ha voluto rendere omaggio al nonno e alla sua Moka, ma ha voluto far rivivere in luce moderna un’icona del design e del Made in Italy che ha segnato la storia del secolo scorso, dettandone le abitudini quotidiane.

 

Photo credits by Alessi and Matteo Imbriani

 

Giusy Ruzzoli