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Abimis entra in una baita alpina

Siamo in Val d’Aosta, a La Thuile, località sciistica sul confine francese. Tra il massiccio del Rutor e sua maestà il Monte Bianco, sorge questo piccolo villaggio di case tipicamente alpine.
In una di queste, una casa a 2.200 metri di quota che presenta l’aspetto della classica baita, una piccola costruzione di montagna essenziale in pietra e legno, che un tempo veniva utilizzata solo nel periodo dell’alpeggio, ha trovato spazio una cucina Abimis. Il progetto di ristrutturazione, curato dall’architetto Francesco Maria Tiribelli, rispetta l’ambiente circostante attraverso gli arredi della tradizione, l’aspetto rustico, i materiali naturali e soprattutto i toni caldi. Tribelli è partito da questi elementi simbolici ed ha aggiunto un tocco più neutro e luminoso, realizzando una reinterpretazione in chiave contemporanea.

La cucina Abimis ha fatto un lungo viaggio in cabinovia e in motoslitta per arrivare in alta quota e prendere parte ad un progetto che combina tradizione e contemporaneità

Il legno per esempio, che rappresenta il senso di vissuto e conferisce il fascino alla dimora montanara, è stato mantenuto introducendo toni più chiari. Anche gli elementi caratteristici come le lampade e i tavoli grezzi, il tappeto di pelliccia e le decorazioni simboliche alpine sono presenti. La zona living infatti, con il caminetto e le nicchie alle pareti, rimane il cuore della casa. Ad essa è collegata la cucina, dove il lavoro di Abimis ha contribuito a conferire un’impronta di modernità.
L’azienda realizza dei prodotti su misura per i contesti domestici con caratteristiche tecniche professionali ed un aspetto minimale.
Il progetto per la baita è composto da un modulo ad U concepito per costeggiare i davanzali interni delle finestre che così diventano pianali funzionali all’uso. Il concept materico abbina l’acciaio inossidabile ed il marmo bianco di Carrara a rivestimenti lignei con micro-texture, che richiamano il carattere del luogo.
La cucina Abimis ha fatto un lungo viaggio in cabinovia e in motoslitta per arrivare in alta quota e prendere parte ad un progetto che combina tradizione e contemporaneità.

 

Chiara Grossi