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Al Vitra Design Museum va in mostra “Living in a box”, tra design e comics

Dal 24 maggio al 20 ottobre al Vitra Design Museum, a Weil Am Rhein in Germania, va in mostra Living in a box: design and comics, un’esposizione che mette in relazione e in un rapporto tutto nuovo il mondo dei fumetti e quello del design.

Due mondi che si raccontano e si attraversano più di quanto si immagini. Se da una parte troviamo mobili iconici nei fumetti, come in “Le avventure di Tintin”, “Peanuts” e “Diabolik”, allo stesso tempo molti designer hanno preso ispirazione dai fumetti e dalle loro storie per creare pezzi unici. Le collezioni vengono raccontate attraverso il linguaggio quotidiano dei fumetti e delle graphic novel, grazie al quale saltano fuori dalla pagina e prendono vita. Troviamo la lampada Taccia dei fratelli Castiglioni nell’appartamento di Diabolik, la Butterfly Chair nel salotto di Charlie Brown e Valentina di Crepax sdraiata sulla Lounge Chair di Le Corbusier.

 


Lampada Traccia (1962) di Pier Giacomo e Achille Castiglioni e Diabolik (1974) di Giussani, Zaniboni e Micheloni

 

Per rendere una storia più realistica, i fumettisti usano da sempre codici subliminali, perché servono a disegnare la giusta atmosfera, evocare uno stato sociale, creano una relazione con il presente. E il design è uno dei mezzi perfetti per stimolare l’immaginario collettivo, perché ci proietta letteralmente nella storia illustrata che stiamo leggendo.

Tanti i grandi designer e gli illustratori internazionali. Solo per citarne alcuni troviamo Tramonto a New York (1980) di Gaetano Pesce, ispirato ai grandi palazzi di Little Nemo in Slumberland (1907) di Winsor McCay, oppure Garriris (1987) di Javier Mariscal direttamente collegato al fumetto del 1977 Los Garriris, sempre di Javier Mariscal. La famosissima lampada Traccia (1962) di Pier Giacomo e Achille Castiglioni la ritroviamo in Diabolik (1974) di Giussani, Zaniboni e Micheloni, come la Butterfly Chair (1938) del Gruppo Austral nelle illustrazioni in bianco e nero di Moomin (1958) di Tove Jansson e in Peanuts (1953) di Charles Schulz.

Il Vitra Museum manda in scena così un racconto inedito e giocoso che ci regala un’introspezione puntuale e divertente sull’evoluzione degli stili e delle tendenze del design.

 

In copertina Superstudio, Passiflora, 1966 – Photo credits by Andreas Jung

 

Elisa Viglianese