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BIENNALE2018 | Architettura e freespace dal Brasile a Singapore

 

Saranno 63 i Paesi partecipanti alla 16. Mostra Internazionale di Architettura, dislocati negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Importante citare il debutto della Santa Sede, con il PADIGLIONE DIFFUSO sull’Isola di San Giorgio Maggiore, e di altri 6 paesi: Antigua & Barbuda, Arabia Saudita, Guatemala, Libano, Mongolia e Pakistan.
Tutti i partecipanti e tutti i padiglioni sono invitati a presentare e a raccontare il proprio Freespace, in modo da mettere in scena la diversità, la specificità e la continuità nell’architettura sulla base di persone, luogo, tempo e storia, per promuovere la cultura e l’importanza dell’architettura stessa.

 

L’Italia partecipa con il padiglione ARCIPELAGO ITALIA. Progetti per il futuro dei territori interni del Paese, curato da Mario Cucinella. Il padiglione propone un itinerario con un centinaio di tappe, in dialogo con esempi tratti dalla storia, nella relazione tra architettura e paesaggio, ponendo l’accento sulla situazione contemporanea in cui l’architettura si è focalizzata principalmente sulle grandi opere nelle aree metropolitane.
“In quest’ottica – dichiara il curatore – vogliamo dar voce a quel ricco e prolifico mondo dell’architettura empatica che si esprime in piccole azioni di miglioramento e di dialogo, capaci di affrontare il rapporto, ovviamente mai completamente risolto, tra la storia, il contemporaneo e il paesaggio. Soltanto così il lavoro degli architetti può tornare ad un ruolo di responsabilità sociale”.

 

 

Tra i progetti più rappresentativi possiamo citare la partecipazione dell’Australia con il padiglione REPAIR, curato dalla coppia di architetti Mauro Baracco e Louise Wright, il quale si pone l’obiettivo di stimolare, attraverso uno spazio caratterizzato da migliaia di piante coltivate e proiezioni, nuovi modi di pensare e vedere il mondo, inventare soluzioni in cui l’architettura assicuri il benessere e la dignità di ogni cittadino.

Il padiglione del Brasile MUROS DE AR, curato dagli architetti Gabriel Kozlowski, Laura Gonzàlez Fierro, Marcelo Maia Rosa e Sol Camacho, sviluppa un progetto attorno al concetto di “muro”, inteso come elemento architettonico che diventa un invito alla molteplicità sociale e culturale e all’abbattimento delle frontiere dell’architettura stessa.

Al tema Freespace, il Singapore risponde con la domanda: “Davvero non c’è più spazio libero nell’isola-stato?”. Il Padiglione NO MORE FREE SPACE?, curato dalla Singapore University of Technology and Design, racconta attraverso 12 progetti la potenza del pensiero libero e creativo nel trasformare i vincoli spaziali in infinite e possibili alternative.

Altra partecipazione degna di nota quella della Cina con il padiglione BUILDING A FUTURE COUNTRYSIDE, a cura di Li Xiangning. Il progetto riflette il delicato tema contemporaneo dell’urbanizzazione delle aree rurali, cercando un compromesso tra tradizione e modernizzazione.

Anche il Giappone indaga i temi dell’urbanizzazione e dell’industrializzazione con il padiglione ARCHITECTURAL ETHNOGRAPHYC: PORTRAITS ON LIVELIHOOD, curato da Momoyo Kaijima e Laurent Staldere Yu Iseki. La modernizzazione ha portato alla creazione di una barriera tra le persone e le risorse ambientali, barriera che può essere superata dall’uso sapiente dell’architettura.

Un contributo importante viene dal padiglione degli Stati Uniti DIMENSION OF CITIZENSHIP, curato da Niall Atkinson, Ann Lui e Mimi Zeiger, che affronta il tema della cittadinanza come insieme di diritti e responsabilità, legati a implicazioni legali, politiche, economiche e sociali.

 

In copertina VTN Architects, ph Francesco Galli

 

Photo credit by Andrea Avezzù, Italo Rondinella

 

Elisa Viglianese