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Architettura, tra identità e ispirazione | In the mirror with Laboratorio.Quattro

“Un architetto non può limitarsi a fare ciò che conosce: deve continuamente attingere al mondo esterno e alle sue suggestioni per produrre idee nuove e innovative, che possano avere respiro internazionale”.

È questa la filosofia progettuale dello studio di architettura e design Laboratorio.Quattro, un team all’avanguardia capace di progetti innovativi per residenziale, negozi e hotel, rilanciando l’architettura italiana entro e oltre i confini nazionali. Lo Studio ha sede sui Navigli, nel cuore di Milano, ed è composto da Stefania, Luca e Matteo – insieme al cane Biagio – i quali sono fermamente convinti che solo coniugando sapientemente storia, ricerca e innovazione è possibile dar vita a progetti nuovi e rilanciare l’architettura, nonché l’identità, Made in Italy.

Il team racconta la sua esperienza e i suoi punti di vista sull’architettura e sul futuro del progetto.

 

 

Dalla villa di montagna all’appartamento nel cuore di Milano, dal bistrò al resort in Costa Rica. Cosa accomuna i vostri progetti?

L’approccio al progetto sempre teso alla comprensione della natura dello spazio, la lettura del paesaggio sia esso urbano, addomesticato dall’uomo o selvaggio, l’attenzione critica nei confronti delle necessità e/o richieste dettate al progetto. Questi sono gli ingredienti alla base del progetto che vengono poi combinati con armonia nella miscela dei materiali delle superfici degli spazi dei colori della luce, a condire questa superfetazione spaziale non manca mai un pizzico di lucida follia. Uno spazio, un materiale, un colore, una texture, un oggetto che possa sorprendere nella compiutezza e coerenza del progetto dello spazio disegnato, la poetica dell’Object Trouvé, un lampo imprevedibile: una metafora della vita.

 

In che modo storia, ricerca e innovazione si combinano nei vostri progetti?

La storia riletta ed intesa come Genius Loci occupa la fase iniziale, in questo senso storia e ricerca per certi versi coincidono o quanto meno si assestano nel medesimo côté culturale. Storia e Ricerca, per noi, rappresentano la cultura del progetto, un aspetto dal quale non possiamo prescindere. L’innovazione rappresenta la spinta in avanti, è fondamentale, la tensione ci spinge ad evolvere, migliorare, per noi e per il nostro prossimo. Quindi analizzando, osservando e studiando il nostro passato ed i suoi segni antropici ricerchiamo gli indizi, gli spunti e l’ispirazione. L’innovazione è la conseguenza naturale, senza tralasciare un aspetto fondamentale: il cuore, progettiamo spendendo sempre un sentimento. Inoltre tendiamo per un’innovazione non solo intesa come evoluzione tecnologica, ma spesso nell’utilizzo dei materiali e della scienza utili alla conservazione naturale dell’ambiente. Il rispetto dell’ambiente è un tema che abbiamo a cuore.

 

Quali sono le tappe fondamentali dello Studio?

Lo studio nasce e si consolida nella nostra amicizia. Ci siamo incontrarti professionalmente nello studio Lissoni Associati Milano, dapprima è cresciuta l’intesa umana poi anche quella professionale. Durante la nostra carriera, che ormai conta più di un decade di progetti, abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con diversi temi. Lo studio, perseguendo una scelta ben precisa, non si è mai accomodato nella specializzazione, abbiamo premuto per mantenere ciò che per noi è l’essenza stessa dell’essere Architetti. Affrontiamo ogni tema, dal design degli oggetti per O’Bag, passando dalla ristrutturazione di un “Rascard” in Valle d’Aosta, attraverso la costruzione di una villa in Brianza o il progetto di un Resort in Costa Rica con lo stesso impegno nello studio della soluzione migliore sfidando le nostre capacità e le nostre competenze. Alla lunga questa versatilità ci ha premiato, spesso ci troviamo a disegnare un edificio ed il suo contenuto, dai dettagli architettonici ai mobili. Ci piace progettare, ove possibile, a 360°.

 

 

In che modo l’identità Made in Italy diventa forma di ispirazione sia a livello nazionale che internazionale?

Il Made In Italy, inteso come marchio di qualità è insito nel nostro DNA di progettisti. Il nostro background, l’abitudine al bello diviene naturalmente un’attitudine, un modo di essere e di interpretare e gestire dalla fase progettuale e quella di esecuzione. Per noi è uno stile di vita. Il livello di conoscenza in Italia è molto alto, è un piacere confrontarsi quotidianamente con artigiani o capitani d’industria che conoscono la “poetica del fare” un fare di qualità e mai banale, con le antenne tese prestiamo attenzione a tutti i preziosi consigli. Impariamo ad imparare ogni giorno. Esportare questo messaggio in campo internazionale è, talvolta, complicato ma siamo universalmente riconosciuti per il nostro “saper fare” e per coloro che, distratti non se ne sono ancora resi conto, il nostro atteggiamento collaborativo, sempre teso al migliore risultato finale, nel tempo viene apprezzato, le nostre considerazioni ritenute preziose. In quest’ottica potremmo affermare che la nostra identità è la nostra ispirazione.  

 

Perché la conoscenza della storia dell’architettura riveste un ruolo fondamentale nel processo di progettazione?

La nostra storia è la risultante della produzione della cultura nell’atto del divenire filtrata dal tempo. La sua conoscenza è fondamentale durante il processo, fornisce le coordinate e gli indizi alla progettazione. Si tratta di un apparato necessario: conoscere per evolvere.

 

Qual è la vostra idea di architettura e secondo voi in che direzione devono guardare oggi i progettisti?

L’architettura è libertà. Libertà espressiva e comunicativa. E’ uno stato mentale il rifugio dell’anima. Ci rivolgiamo al mondo esprimendo la nostra creatività. Pretendiamo il meglio, in primis da noi stessi, raccontiamo porzioni del nostro immaginario, lo mixiamo con armonia e delicatezza nel rispetto dello spazio e del tempo. Abbiamo la responsabilità delle nostre scelte e dobbiamo avere il coraggio delle nostre azioni, i nostri progetti esistono e insistono, nei luoghi dell’abitare e non, più a lungo delle nostre esistenze. Quando progettiamo ci proiettiamo nel futuro.

 

Photo credits by Igreg Studio

 

Elisa Viglianese