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Be Human: Brera2018 sceglie come tema l’Empatia

La nona edizione del Brera Design District sceglie come tema l’Empatia, la capacità di immedesimarsi e di comprendere i bisogni prima ancora di creare soluzioni.
Focus sulla componente emotiva insita in ogni progetto, risultato di una progettazione completa e consapevole, e sulla sperimentazione nel mondo del design empatico, il quale è visto come motore che muove la fase creativa e che determina l’emozione finale degli utenti.
“Be Human: progettare con Empatia” è il manifesto 2018, portavoce di un design in cui la dimensione emotiva degli oggetti può – e deve – essere progettata.

 

«L’empatia intesa come capacità di assumere la prospettiva di un altro è diffusa in molti ambiti della nostra società e anche nel design che ha la missione di coniugare utilità e bellezza», racconta Giannantonio Mezzetti, presidente di Fondazione Empatia Milano. Laura Boella, docente di Filosofia Morale all’Università degli Studi di Milano e membro del comitato etico di Fem, aggiunge: «L’empatia mette in collegamento il design con la vita, ciò che è bello e utile con la natura umana, entrando in sintonia anche con la sua imperfezione».

 

 

Premiati gli ambasciatori di Brera Design District 2018, attraverso una selezione di quei progettisti che più hanno saputo esprimere l’aspetto emozionale del design e l’empatia che si crea tra gli oggetti, i luoghi e le persone.
Con la sua visione progettuale delicata, emozionale ed evocativa, Cristina Celestino intreccia la formazione di architetto con un raffinato gusto personale per il bello. Con il progetto “Tram Corallo” interpreta lo storico tram milanese, portando in scena una suggestiva sala di proiezione su rotaie in chiave contemporanea.
Elena Salmistraro mette al centro l’aspetto artistico per arrivare a suscitare sensazioni e nutrire l’anima attraverso il design e per trasmettere la poesia che l’ha ispirata. Con l’installazione per Timberland, in Piazza XXV Aprile, Elena si fa portavoce della campagna tutta al femminile #DONTCALLME contro le etichette, gli stereotipi e i falsi miti.
Il terzo ambassador è Daniele Lago che da sempre intende il design come progettazione di esperienze e che ha cambiato gli schemi con la formula dell’Appartamento LAGO, nato a Brera nel 2009 ed esempio d’interazione tra progetto, prodotto e persone. Possiamo citare la Lago Fabbrica, che riesce a sintonizzarsi empaticamente e naturalmente con Lago, e la Cucina Air, vincitrice del Salone del Mobile Award nel 2016, che con la sua circolarità mette in relazione empatica chi prepara il cibo con i commensali che lo mangeranno.

 

 

Per il premio “Lezioni di Design 2018” vince “The Socialite Family”, un progetto di Constance Gennari e Marianne Grosset che hanno realizzato una piattaforma online che racconta storie personali rivelando la connessione empatica tra interior design e stili di vita. L’esposizione è pensata come una scenografia concettuale in cui i visitatori potranno sedersi, toccare, vivere e fare propri gli oggetti in mostra. The Socialite Family propone una nuova visione sul concetto di home design e di lifestyle delle famiglie contemporanee. Che siano a Parigi, Londra, New York o Milano, queste famiglie condividono la loro visione unica su come armonizzare la vita familiare e l’interior design.

 

Elisa Viglianese