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Fundamentals | In the mirror with Giampaolo Babetto e Studio Swine

Un progetto nato dalla collaborazione di due realtà quello del set da tavola in argento Fundamentals, vincitore del Wallpaper Design Award, promosso dalla Fondazione Michelangelo. Questa squisita saliera, vasetto per il pepe e scatola per lo zucchero in argento spazzolato sono il risultato della collaborazione tra il maestro argentiere Giampaolo Babetto e il duo britannico Studio Swine. I designer non avevano mai lavorato in argento e questa era la prima volta che Babetto collaborava con uno studio di design. Il risultato mostra come l’artigianato creativo può essere raggiunto quando designer e maestri artigiani si ispirano a vicenda. Il premio è un riconoscimento delle fruttuose collaborazioni create da Doppia Firma 2018, che ha riunito i migliori designer internazionali con maestri artigiani e donne per creare opere originali e al limite.

Un progetto dalle tante voci, in cui parlano e convivono diverse culture e esperienze personali: due realtà che entrano in contatto per dar vita a un artefatto unico.

Livingroome intervista i progettisti, mettendo a confronto i punti di vista personali e raccontando le esperienze vissute e maturate durante la collaborazione legate al progetto.

 

 

Ci racconti della collaborazione con Studio Swine.

[Babetto] Ci siamo visti due volte, il primo incontro per capirci e verificare i nostri punti di contatto, ho mostrato i miei lavori e Studio Swine si è interessato soprattutto alle forme geometriche pure e minimali che usavo negli anni ’70. Sono forme come cubi, piramidi, ecc. che in quei tempi usavo schiacciare per avere una sorta di falsa prospettiva che serviva sia per facilitarne la portabilità ma soprattutto, concettualmente per creare una sorta di illusione ottica, apparentemente sembrano forme molto voluminose in realtà sono molto appiattite e legate all’architettura. Studio Swine poi visitando Padova e le architetture classiche della città ha progettato i tre elementi più il  vassoio che costituiscono “Fundamentals”, sono dei dettagli architettonici, uno si riferisce ad un arco (Porta pepe), uno al Bugnato liscio (Zuccheriera) e il terzo è un tronco di colonna classica (Porta sale); anche loro disegnati con l’appiattimento prospettico  e anche loro con il concetto dell’illusione ottica. Il progetto era molto chiaro la realizzazione molto complessa  per cui sono stato costretto a forzare i tempi facendo dei modelli per rendermi conto delle difficoltà e come realizzare il lavoro; quindi al secondo appuntamento abbiamo solo dovuto decidere la finitura e il trattamento del materiale, per cui la collaborazione è stata molto buona e precisa, ci siamo intesi subito.

 

Ci racconti della collaborazione con Giampaolo Babetto.

[Studio Swine] Siamo stati fortunati ad avere la possibilità di collaborare con Giampaolo grazie a Doppia Firma e alla Fondazione Michelangelo. Siamo stati davvero ispirati dalla sua casa e dal suo lavoro, c’è una meravigliosa mescolanza tra una sensibilità scultorea e un design moderno e nei suoi gioielli un senso dell’architettura.

 

Secondo lei in che modo il design arricchisce un progetto di artigianato?

[Babetto] Vorrei evitare di parlare di design, artigianato o arte, credo che queste distinzioni non  dovrebbero più essere usate. Normalmente non ho mai accettato di realizzare progetti con altre persone, io sono anche designer, solo che le cose che progetto amo anche realizzarle, lavoro con delle gallerie d’arte come un qualsiasi altro artista e lavoro anche le mie cose, e quindi spero di riuscire ad andare più in profondità negli oggetti che produco. Con studio Swine mi sono trovato bene perché non c’era fra noi nessuna distinzione iniziale fra design e artigianato non è mai neanche stato tirato in ballo l’argomento. Sostanzialmente credo bisognerebbe valutare i risultati dei lavori che le varie discipline “Artistiche” propongono e decidere quali valgono oppure no, senza creare false differenze fra loro. Per fare un esempio potrei citare una mostra che c’è stata a Palazzo dei Diamanti (Ferrara) che riguardava il periodo dell’Ariosto in cui l’importanza delle opere esposte spesso era a favore di oggetti d’uso rispetto ad opere di pittura o scultura quindi perché dovrei fare una distinzione fra un’opera d’arte e un opera di artigianato?

 

Secondo lei in che modo l’artigianato arricchisce un progetto di design?

[Studio Swine] Abbiamo visto le diverse tecniche che poteva usare per manipolare il metallo come se fosse carta e sembrava liberatorio, come se tutto fosse possibile. Questo è raro in un artigiano, poichè spesso c’è un modo corretto e il processo di progettazione è limitato. Giampaolo è ovviamente un artista ed è incredibilmente innovativo nella creazione di nuovi processi per lavorare il metallo.

 

Da quali elementi è composto il set Fundamentals e come è stato lavorato l’argento?

[Babetto] Tutto il lavoro è stato condotto con lavorazione a lastra curvata e saldata usando Argento 925/1000. Materiale satinato opaco creato da acidatura, tutto l’insieme è stato costruito interamente nel mio laboratorio.

 

Il progetto si ispira all’antica architettura di Padova e ai suoi affreschi. Quali sono gli elementi che più vi hanno ispirato?

[Studio Swine] Abbiamo visitato Padova prima di incontrare Giampaolo e abbiamo visto gli affreschi della Cappella degli Scrovegni di Giotto. Siamo stati ispirati dall’illusione dello spazio nelle scene, la prospettiva lineare era ancora in fase di sviluppo nel primo Rinascimento, quindi l’architettura e gli interni delle scene sono scomodi e schiacciati. L’effetto trompe l’olio è qualcosa che volevamo esplorare in una forma 3d nelle opere d’argento.

 

Elisa Viglianese