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House behind the wall | In the mirror with Mjolk Architekti

Nata dalle fondamenta di un antico edificio tradizionale House behind the wall è una casa moderna in pieno stile nordico con accenti industrial. Situata a pochi metri dal torrente Harcov e dal monte Jested in Repubblica Ceca, l’abitazione è stata progettata da Mjolk Architekti, uno studio di architettura con sede a Liberec che condivide i principi della semplicità concettuale, propria del design nordico, e della sincerità dei materiali. Il progetto ha visto da una parte la demolizione e la ricostruzione della parte residenziale dell’edificio e il recupero del basamento in pietra naturale delle cantine.

 

 

Una vecchia architettura rinasce dalle fondamenta. Quali sono stati gli interventi di ristrutturazione?
È stato un processo lungo quello per trovare il confine ottimale tra la vecchia e la nuova struttura. La linea di confine segue gli spazi più interessanti della casa che abbiamo trovato in loco. Questo confine concentra tutta la tensione al design.

I materiali a vista e il design nordico caratterizzano la casa e si legano perfettamente con la preesistenza originaria. In che modo convivono nel progetto queste due anime?
Non abbiamo mai pensato a questo come fossero due anime. Lo stile della casa deriva semplicemente dalla natura dei suoi abitanti e dalla sua posizione. I clienti in questo caso erano una famiglia di quattro persone. I genitori sono molto calmi con una forte percezione estetica e tendono naturalmente allo stile nordico. Anche i ragazzi sono interessanti. Il figlio è un marinaio e trascorre la metà del tempo in mare. Così abbiamo progettato una cabina separata per le volte in cui torna a casa. La figlia è una giovane ragazza contemplativa, quindi ha una stanza orientata verso un cortile. La casa è dove la città incontra le montagne. Non volevamo quindi introdurre una nuova influenza nell’area. Abbiamo “solo” adottato e mescolato tutte le condizioni date.

Parlateci della vostra filosofia progettuale.
Ogni decisione è importante e richiede un po’ di tempo. Nel nostro ufficio speriamo di creare un ambiente non egoistico, in cui il nostro team possa creare. Cerchiamo di riconsiderare ogni situazione nel processo di progettazione. Quindi la risposta alla nostra filosofia potrebbe essere la “lentezza”.

La vostra esperienza vi ha portato anche verso l’insegnamento universitario. Come evolvono architettura e design e in che direzione devono guardare i progettisti?
L’insegnamento migliora reciprocamente entrambi i lati, noi stessi e gli studenti. Osserviamo un enorme cambiamento nelle attitudini degli studenti. Non siamo ancora sicuri in quale direzione si stia andando, ma ha a che fare con la concentrazione e il ritmo. Crediamo che coloro che troveranno il tempo per rallentare, alla fine faranno del loro meglio.

 

 

[Lingua originale]

An old architecture reborns from its foundations. How did the restructuring take place?
It was a long process of finding the optimal border between the old structure and the new. The borderline is kinked as it follows the most interesting spaces that were given. This border brings all the tension to the design.

Exposed materials and Nordic design characterize the house and bind perfectly with the original pre-existence. How do these two souls live together in the project?
We never thought of it as two souls. The style of the house is simply derived from the nature of its inhabitants and its location.

The clients in this case were a family of four. The parents are very calm with strong aesthetic perception and they naturally incline to the north. The kids are fun too. The son is a sailor and spends half of the time on the sea. So we designed a separate cabin for the times when he returns home. The daughter is younger contemplative girl so she has a room oriented to a courtyard. The house itself is where the city meets the mountains. So we didn’t want to introduce a new influence in the area. We just adopted and mixed all the given conditions.

Tell us about your design philosophy.
Every decision matters and takes some time. In our office we hope to create an unegoistic environment, where our team can create. We try to reconsider each situation in the process of design. So the answer to our philosophy might be slowness.

Your experience has also led you towards university teaching. How do architecture and design evolve and in what direction should designers look?
Teaching is something we’re wild for. It’s mutually improving both sides, ourselves and the students. We observe an enormous shift in the students’ attitudes. We are not sure in which direction yet, but it has to do with focus and pace. We believe that those who’ll find the time to become slow again will do the best in the end.

 

Photo credits by Jakub Skokan, Martin Tůma / BoysPlayNice

 

Elisa Viglianese