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Messner Haus | In the mirror with NOA

Ci troviamo ai piedi dello Sciliar, nel suggestivo paesaggio dell’Alpe di Siusi immerso nella natura e nella tradizione. È qui che un fienile rinasce come abitazione. Realizzato nel 2017 da NOA – Network of Architecture, il progetto riparte dalla tradizione alpina per andare a definire una propria identità, legata a una nuova concezione di ambiente domestico. Messner Haus si presenta all’esterno con una struttura in larice e pietra locale, nel pieno rispetto della tradizione urbanistica locale, e sorprende all’interno attraverso spazi visionari e un design finissimo e contemporaneo, che sposa il contesto materico del legno e l’ambientale montano.

Nel corso del 2018 l’architettura ha destato particolare interesse nel panorama del progetto a livello internazionale. È stata premiata con l’Iconic Award 2018 – Innovative Architecture del German Design Council, e si è inserita fra i 5 progetti finalisti al WAF – World Architecture Festival 2018 nella categoria House.

Lo studio NOA racconta il progetto su Livingroome.

 

 

Qual’è il contesto in cui si inserisce il progetto?

Il contesto è delicato e allo stesso tempo ambizioso. Messner Haus si trova infatti ai piedi dell’Alpe di Siusi, nel pieno centro di Siusi allo Sciliar a quota 1100 m. Questa zona è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale per le sue bellezze naturali, quindi ovviamente era obbligatorio rispettare le tradizioni architettoniche del posto per non alterare l’impianto urbanistico.

 

Un’architettura alpina tradizionale e interni visionari liberi dagli schemi. In che modo convivono nel progetto queste due anime?

Tradizione ed avanguardia si fondono nel progetto Messner Haus: esternamente ritroviamo la tradizione altoatesina nel modo di costruire le abitazioni e i fienili, con le caratteristiche travi in legno incrociate; intravediamo però degli elementi che cercano di liberarsi da questa tradizione, incastonati nella facciata infatti troviamo dei cubi in rame. Questi cubi sono la caratteristica degli spazi interni, decisamente moderni e visionari. Entrando si ha la sensazione di essere catapultati in un mondo parallelo, in cui non ci sono muri che dividono le stanze, ma solo cubi sospesi in aria, uniti da una ricercata scala in metallo con disegni traforati e appoggiati sulla struttura in legno del vecchio fienile. Un connubio perfetto di tradizione e innovazione, quindi, che si rispettano senza disturbarsi e si fondono in questa residenza unica e originale.

 

 

Che ruolo hanno la luce e i materiali?

Un progetto così ambizioso e originale ovviamente strizza l’occhio anche a luce e materiali. Un’attento studio della luce e dell’esposizione della casa ha permesso di avere tanta luce naturale all’interno, mediante la facciata sud interamente vetrata, che viene aiutata da un lucernaio sul tetto a falda. Internamente poi lampade disegnate su misura aiutano a portare la luce nelle varie zone funzionali della casa. I materiali, così come l’architettura, mixano tradizione e innovazione. Se all’esterno troviamo pietra e legno locale, internamente prende vita uno stile contemporaneo, a tratti mediterraneo. Troviamo infatti una resina che si uniforma sul pavimento, a cui si alternano piastrelle blu mare; elementi in metallo come l’ottone per la rubinetteria portano calore all’interno, mentre la scala traforata con disegni di tradizione araba creano chiaroscuri di ombre inconsueti a queste altitudini.

 

In che modo i ricordi dell’infanzia trascorsi in alta montagna sono un’ispirazione per il progetto?

L’ispirazione del progetto prende vita dalla mia infanzia, passata a giocare nei fienili del paese che servivano per stivare il fieno per gli animali. La mia grande passione era infatti quella di arrampicarmi sulle travi in legno di questi grandi casolari e una volta in cima tuffarmi nel fieno. Da qui, l’idea alla base per realizzare gli interni, concepiti come cubi sospesi e collegati solo da una scala, come a voler ripetere il gesto dell’arrampicata infantile. In questo modo, per andare a dormire la sera, devo raggiungere la cima del fienile fino ad arrivare al “cubo da letto” e sentirmi ogni giorno bambino.

 

Photo credits by Alex Filz

 

Elisa Viglianese