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53 Greene Street by Moroso | In the mirror with Rami Riad

Il design e lo stile di un grande brand italiano convivono a New York negli interni e nella terrazza di un sontuoso appartamento su due livelli, situato all’interno di un palazzo d’epoca nel centro della città. L’arredo è firmato Moroso Usa. Il progetto è curato dall’interior designer Rami Riad, che ha riportato in vita gli ampi spazi preesistenti grazie alla bellezza e all’eleganza degli arredi Moroso.
Livingroome lo ha intervistato per capire l’ispirazione progettuale di partenza, ma anche per conoscere cosa significa lavorare negli States per un brand italiano di questo calibro.

Quali erano le caratteristiche preesistenti dell’attico?
53 Greene Street possiede tutte le caratteristiche per essere considerato un gioiello nel cuore di Soho: soffitti alti, nobile percezione dello spazio, larghe finestre che si aprono sulla dinamica energia sprigionata dal quartiere che lo circonda. L’attico presenta anche quel magico charme degli oggetti che puntano verso l’alto: un open space orientato proiettato verso il cielo azzurro, pur trovandosi nel cuore del caos e dell’attività frenetica della downtown newyorkese.
La sala da pranzo si apre su due terrazze, con due orientamenti diversi, uno a est e uno a ovest. La stanza è in grado di accogliere un gran numero di persone, ma piuttosto che evidenziare lo spazio vuoto con un largo e solido tavolo, ho preferito inserire l’Oval Table di vetro disegnato da Tord Boontje, che riflette la trasparenza della stanza e aumenta la sensazione di muoversi liberamente all’interno di essa. Adoro la visione d’insieme degli interni che ricordano ininterrottamente l’ampiezza degli spazi, sia in rapporto al mondo esterno che a quello interiore, quello più intimo.
Per l’intero attico mi sono lasciato ispirare molto dalle caratteristiche architettoniche dello spazio. In particolare, il tavolo scelto presenta meravigliosi disegni ornamentali realizzati al laser, eleganti e precisi ma che al tempo stesso riflettono (o compensano) in bianco e nero, l’intricato labirinto delle strade di New York. L’attico ospita anche due gallerie dalle forme importanti: ho guardato a questi spazi come a due diamanti grezzi incastonati nel grigiore dell’ambiente urbano.

Qual è stato il punto di partenza alla base del progetto di interior? Quale la prima ispirazione?
Quando disegno uno spazio interno, normalmente inizio a lavorare sul rapporto che si instaura tra me e il cliente, cogliendo e capendo le sue esigenze, i gusti e gli stili espressivi. In questo caso, ho cercato semplicemente di attingere alla mia conoscenza relativa alle sensazioni e fantasie della collettività di Soho. In tre parole, primavera, gioia, fortuna.
Così, le trame di colore delle fodere, la scelta dei toni vivi insieme alla texture di antichi tappeti e la combinazione dei complementi d’arredo, sono tutte scelte che convergono verso l’obiettivo di soddisfare quelle specifiche vibrazioni.
Il passaggio che porta dall’inverno alla stagione primaverile coincide con un momento romantico e visionario che necessita anche di stabilità ed equilibrio: è per questo che i toni caldi e naturali sono abbastanza prevalenti nell’appartamento. Tutte le stanze sfruttano lo spazio e la luce naturale, mentre l’uso dei colori dà vita ad un ambiente dove ciascuno possa creare i propri sogni e guardare alle proprie prospettive.

Cosa significa lavorare come interior designer per un brand italiano nel mercato statunitense?
Sono una persona che si è formata attraverso diverse esperienze, sia progettuali che di formazione, in continenti diversi (Africa, Europa, Nord America). Lavorare per un’azienda italiana nel Nord America ha perfettamente senso per me. Mi diverte davvero conoscere persone nuove: singoli, grandi clienti, negozi associati, collaboratori occasionali, chiunque!
Design per me significa anche incontrare persone e connettermi con esse, non solamente soddisfare idee preconfezionate su quello che la gente desidera; significa esplorare le tante idee e visioni che prendono forma quando parliamo di differenti spazi abitativi.
Per esempio, mi piace molto il colore. Per me è emozione pura e dinamismo. Alcuni americani sono abituati a tonalità piuttosto neutre, ma al contempo hanno interesse ad aggiungere o cambiare qualcosa nelle loro vite. A volte è semplice, come personalizzare le cuciture fucsia su un divano blu Yves Klein. Moroso mi consente di realizzare questo tipo di personalizzazioni in modo davvero straordinario: disponiamo dei colori più raffinati e lavoriamo sodo per raggiungere uno alto livello di customizzazione.

Moroso è un brand italiano conosciuto in tutto il mondo che pone grande attenzione sulla qualità: quali sono le caratteristiche principali del marchio tali da farlo apprezzare negli Stati Uniti e che cosa significa oggi “made in Italy” negli USA?
Il mercato americano è molto diversificato e si registra una crescita in molte aree. Moroso si è messo in relazione con le più disparate realtà dislocate in luoghi diversi. Qui il significato di “made in Italy” sopravvive ancora, perché Moroso ha saputo mantenere la propria visione sul significato reale di questa etichetta. La nostra azienda di Udine è guidata da generazioni di esperti artigiani. Questo è quello che l’Italia significa per noi: l’eredità dell’esperienza e del talento coltivati in seno alla famiglia Moroso.
A Patrizia Moroso è stato recentemente conferito il titolo di Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano. Il premio per eccellenza. L’azienda ha dimostrato negli anni di non sacrificare la qualità nell’intento e nella tensione di tenere il passo ai trend globali. Continua a manifestare la propria eccellenza attraverso l’estetica del design. Noi lavoriamo con designer come Ron Arad e Patricia Urquiola che sono fortemente allineati con l’evoluzione dei processi industriali e dei materiali. Collaboriamo con artisti assoluti del calibro di Marina Abramovic e architetti come Daniel Liebskind che hanno gli occhi puntati verso le città del futuro. É grazie al lato creativo dell’azienda, guidato dall’occhio audace di Patrizia Moroso, che riusciamo ad essere ovunque in sintonia con esponenti di punta del settore e visionari, ed è grazie all’attenzione per la qualità che i nostri prodotti continuano ad essere senza tempo e universalmente riconosciuti.
Penso che gli americani – dal Canada al Brasile – trovino un proprio punto di collegamento in maniere diverse, attraverso un equilibrio di contrasti. Noi siamo in grado di offrire loro qualcosa di abbastanza famigliare: il vecchio e il nuovo, l’impegno verso una produzione di eccellenza e la passione nel fare ricerca sugli stili futuri. E dopo tutto, il gusto italiano non è così estraneo negli States come lo era nella mia città natale, Alessandria d’Egitto! L’arte, il design e l’industria hanno una grande storia alle spalle, fatta di commerci e viaggi.
Quello che amo nel mio lavoro con Moroso è che mi posso fidare della qualità come base per il mio operato. Quando questo livello di qualità viene assicurato, non rimane altro che scoprire con chi dovrò lavorare e relazionarmici, svelandone i gusti.
E se posso fare a modo mio, aggiungerei di sicuro un colore in più!

 

Francesca Castenetto