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Noma2.0, tra utopia e nordic design. Il progetto di BIG

Situato tra due laghi e all’interno della comunità di Christiania, il nuovo Noma2.0 è costruito sul sito di un ex magazzino militare del 1917, un tempo utilizzato per immagazzinare le mine per la Royal Danish Navy. Il progetto è stato realizzato dallo studio di architettura danese BIG, ad oggi impegnato in un gran numero di progetti in tutta Europa, Nord America, Asia e Medio Oriente.

Il suo lavoro emerge da un’attenta analisi della vita contemporanea, degli scambi multiculturali, dei flussi economici globali e delle tecnologie di comunicazione che, insieme, richiedono nuovi modi di organizzazione architettonica e urbana: <<colpendo la fertile sovrapposizione tra pragmatico e utopia, noi architetti ancora una volta troviamo la libertà di cambiare la superficie del nostro pianeta, per adattarsi meglio alle forme di vita contemporanee>>.

 

 

Immaginato come un intimo giardino, vincitore del Premio Snedker 2018, si fa portavoce di una filosofia architettonica che dissolve le singole funzioni del luogo per organizzarle in una collezione di edifici separati. <<L’organizzazione di Noma 2.0 – dichiarano gli architetti – trova ispirazione nella tradizionale tipologia della fattoria nordica, il sæter – un ammasso di singoli edifici che ospitano funzioni individuali, sparsi per il paesaggio – e il villaggio artico, in cui gli edifici sono strettamente correlati e variazioni visivamente diverse dello stesso tipo>>.

11 spazi, progettati su misura in termini di struttura e materiali, sono raggruppati attorno al cuore del ristorante permettendo agli chef di avere tutto a “portata di mano”. Il ristorante diventa un’esperienza: l’arrivo, il salone, il barbecue, la selezione di vini e l’azienda.

 

 

In tutti gli interni, progettati dallo Studio David Thulstrup, il legno chiaro e il vetro hanno un aspetto fondamentale e caratteristico. La sala da pranzo e la sala privata adiacente sono costituita da assi di legno accatastate che ricordano il legno accatastato ordinatamente in un deposito di legname. Un ampio lucernario e un set di finestre consentono agli ospiti di avere un rapporto costante con l’ambiente naturale esterno e il suo alternarsi delle stagioni. Il barbecue è una gigantesca capanna walk-in, e il salone sembra un enorme, accogliente caminetto interamente realizzato in mattoni dentro e fuori. All’esterno, le tre serre del ristorante sono utilizzate come giardino, cucina di prova e panetteria.

 

Photo Credit by Rasmus Hjortshoj

 

Elisa Viglianese