EXPO 2015 alfabeto universale | Intervista a Marco Zanuso

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Il logo di EXPO Milano 2015 nasce nel 2011 da un concorso che ha coinvolto centinaia di studenti e laureati e che ha visto vincitore l’idea – ormai a tutti nota – di Andrea Puppa. Il suo segno grafico dà spazio a lettere, numeri, forme pure e colori primari: è un’intersezioni di tanti livelli di lettura, tra i quali è possibile scorgere un’accurata ricerca che sembra tendere all’energia, alla luce e alla vita.
Il logo Puppa è il concept da cui parte il nuovo progetto – per le biglietterie di EXPO 2015 – condotto da Marco Zanuso, Giuseppe Raboni e Francesco Dondina, i quali applicano una sapiente scomposizione del segno grafico, fino a risalire alle forme pure che lo costituiscono, come cerchi, triangoli, quadrati, ma non solo. I progettisti danno vita ad un vero e proprio sistema iconico per EXPO 2015: una sorta di alfabeto universale, in grado di richiamare a sé la forte identità da cui nasce, senza la necessità di declinare ulteriormente il logo.
Ogni sagoma è studiata e organizzata all’interno di una struttura modulare, di dimensioni cm 80 x 80, e applicata sui prefabbricati destinati alle biglietterie EXPO. Sui 17 containers, costituiti da un materiale composito a base di cemento e fibra di legno, vengono “ritagliate” le sagome progettate, andando a creare i vani per la comunicazione tra visitatore – addetto alla vendita dei biglietti, sottolineate dall’uso sapiente del colore, che ne delimita i contorni.
Lo scenario che si viene così a delineare è caratterizzato da un fine equilibrio tra pieni e vuoti e tra le tinte metalliche relative ai prefabbricati e i forti colori dei – se così possiamo dire – molteplici segni del logo EXPO.

Una sorta di alfabeto universale, in grado di richiamare a sé la forte identità da cui nasce, senza la necessità di declinare ulteriormente il logo

 

Come nasce la necessità di tradurre il logo Expo Milano 2015 in una sorta di alfabeto universale?
Il tema dell’incarico, da parte di EXPO Milano 2015 e de La Triennale di Milano, è stato di rivestire e camuffare i 17 containers che, divisi in 3 gruppi, sarebbero serviti da Biglietterie in prossimità dei 3 ingressi alla mostra. L’idea di lavorare sul logo EXPO trasformandolo in qualcosa di diverso ma, nello stesso tempo di riconoscibile, è stata l’idea guida del nostro progetto.

Un progetto in grado di citare il logo Expo, pur mantenendo la sua forte identità: quale legame esiste tra il logo Puppa e il sistema iconico Zanuso, Raboni e Dondina?
Il legame c’è ed è evidente, anche se per noi era importante creare qualcosa che non fosse direttamente una citazione esplicita, ma qualcosa di indiretto, di arcaico e contemporaneo al tempo stesso. Un alfabeto di segni che evocasse in maniera poetica il tema dell’EXPO, cioè il convergere in un unico spazio di paesi e culture di tutto il mondo.

A lavori conclusi, come definirebbe l’effetto di questo sistema di wayfinding sui visitatori internazionali?
Come era prevedibile abbiamo raccolto impressioni e commenti anche molto diversi e contrastanti, ma mi sembra che il progetto abbia  svolto il suo compito principale, segnalare e facilitare l’accesso alle biglietterie, e che in generale si sia colto questo messaggio che ha creato anche una certa curiosità e voglia di scoperta.

Il progetto, destinato alle biglietterie Expo, prevede la possibilità di allargare il campo delle sue applicazioni?
Mi piacerebbe che questo progetto potesse crescere e magari avere un seguito nelle future trasformazioni delle aree EXPO.

 

Elisa Viglianese

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