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Sheila O’Donnell nominata Architetto dell’anno al Women in Architecture Awards 2019

La cofondatrice dello studio irlandese O’Donnell + Tuomey ha vinto il premio annuale d’architettura riservato alle donne bandito dalla Architectural ReviewSheila O’Donnell è stata premiata per il progetto della Central European University di Budapest, realizzato con il socio John Tuomey nel 2016.

In gara per il titolo di Architetto dell’Anno 2019 c’erano anche la socia OMA Ellen van Loon per la Biblioteca Nazionale del Qatar a Doha, Eva Prats di Flores & Prats per il Centro Culturale Casal Balaguer di Palma di Maiorca e Carme Pigem del Pritz Pritzker Pritzker 2017 RCR Arquitectes per la Biblioteca De Krook a Gand.

La giuria dei Women in Architecture Awards afferma <<è un modello per le giovani donne in architettura. Sheila O’Donnell non ha dovuto rompere il soffitto di vetro – lei e John Tuomey hanno creato una nuova realtà>>.

L’evento vede la premiazione anche dell’architetto cinese Xu Tiantian dello studio DnA di Pechino, per la sezione under 45 con il Moira Gemmill Prize for Emerging Architecture. Il premio annuale intende dare spazio all’eccellenza femminile in architettura, in un’epoca in cui i riconoscimenti tributati alle donne nel settore sono lontani dal livello di quelli delle loro controparti maschili.

 

 

Il progetto della Central European University è situato a nel centro di Budapest ed occupa una superficie di 35.000 mq. La fase di ristrutturazione di 5 edifici storici ha visto una trasformazione radicale del sito ad una struttura finale composta da soli due edifici, connessi tra loro in un campus aperto. Il progetto cambia il rapporto dell’università con la città. Offre un volto pubblico all’università, una nuova entrata in asse con il Danubio, l’auditorium, le aule e un bar didattico per cittadini e studenti. Il campus si integra con il regno urbano. Attraverso una sequenza di cortili connessi gli architetti hanno collegato le strutture esistenti creando un layout funzionale e una facile comunicazione tra i diversi ambienti. Il nuovo edificio di Nador Utca costituisce l’ingresso principale dell’Università. Ospita la biblioteca, un auditorium polifunzionale e strutture per conferenze.

 

 

I materiali sono stati selezionati per qualità e resistenza. Pietra, legno, cemento e acciaio formano il tessuto degli spazi pubblici interni, con mobili su misura utilizzati in tutto l’edificio. Le nuove facciate sono costruite con pietra calcarea locale, progettata per enfatizzare la qualità geometrica dell’edificio e continuare la tradizione di solidità e permanenza dell’architettura in pietra di Budapest.

I giardini pensili svolgono un ruolo importante nel ridurre il guadagno di calore negli edifici e migliorare la sostenibilità ambientale del progetto. L’ambiente ben temperato dei cortili coperti garantisce una strategia economica a basse emissioni di carbonio per la conservazione dell’energia a lungo termine.

 

Elisa Viglianese