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Architetti Roma | I materiali

 

I materiali costituiscono l’identità del progetto, elementi che sottolineano un’appartenenza e che si legano alla sfera emotiva tramite la percezione tattile, fulcro e origine di tutti gli altri sistemi percettivi.

Materiali naturali e artificiali, materiali sostenibili in un’ottica sempre piu green, come raccontato da Villa Guillem. Materiali a cui si affida il compito di trasmettere ed enfatizzare un’esperienza, come quella culinaria nel caso del ristorante Spazio Niko Romito, o un’appartenenza locale, come ad esempio Villa Artena.

 

Villa Guillem

Massimo Alvisi e Junko Kirimoto disegnano la casa per gli artisti Sylvie Guillem e Gilles Tapie, rispettivamente étoile del Balletto dell’Opéra di Parigi e fotografo di moda, pubblicità e danza. L’intervento architettonico si inserisce nel paesaggio naturale dell’Alto Lazio, al confine con l’Umbria. Villa Guillem si trova all’interno di una proprietà di circa 27 000 metri quadri, contraddistinta dalla presenza di ampi spazi aperti e di due casali rurali risalenti alla prima metà del XX secolo che, dopo decenni di abbandono, hanno preso di nuovo vita grazie a un attento e mirato progetto di ristrutturazione, basato sulla valorizzazione dei materiali naturali, degli spazi architettonici esistenti e sul massimo rispetto dei principi di risparmio energetico e di bio edilizia.

I due fabbricati, distanti un centinaio di metri l’uno dall’altro, sono destinati uno alla residenza e uno ai laboratori artistici. Al piano terra dell’abitazione si trovano la zona giorno, la camera padronale e i locali di servizio, mentre il piano superiore è occupato dalle stanze degli ospiti. A connettere i due livelli è una scala realizzata con una struttura in ferro e legno, quest’ultimo recuperato delle vecchie travi del tetto del casale. La luce naturale è una presenza distintiva dell’ambiente di ingresso, amplificata da una serie di aperture rivolte a sud e ad ovest. Alle calde cromie del pavimento in cotto si accompagnano le tonalità neutre delle pareti. Nel casale che ospita i laboratori il pavimento in cotto e i soffitti sono posti in relazione con le pareti lasciate in pietra a vista, testimonianza della precedente identità dell’architettura.

Le scelte compiute sul fronte delle finiture coniugano la volontà di recupero con l’impiego di materiali naturali, riuscendo a definire interni unificati da un linguaggio coerente ed equilibrato.

Photo credits by Luigi Filetici

 

Villa Artena

Il progetto dell’architetto Gianpiero Lucarelli è la riqualificazione di un fabbricato realizzato abusivamente negli anni ’70 nella campagna romana ad Artena. La sfida è quella di ri-dare una logica architettonica ad un edificio privo di ogni interesse e principio strutturale.

L’intervento si sviluppa attraverso un sapiente uso dei materiali che, sia all’esterno che all’interno, diventano un forte segno d’identità architettonica. All’esterno la ristrutturazione è fortemente vincolata dai limiti imposti dalla committenza per cui la soluzione si risolve in un trattamento delle superfici e della cromia. La copertura esistente è stata celata attraverso delle quinte trattate con un rivestimento lapideo di listelli Vulcano di Pietravera, che hanno spostato l’attenzione dalla copertura ai nuovi elementi. Più semplice in quanto meno vincolata, la soluzione dell’interno. La creazione di un grande living pavimentato in gres nero e il rivestimento di alcune pareti con la stessa pietra lavica esterna creano uno spazio essenziale e materico. Nella zona notte entrano in gioco materiali e colori più caldi: i grigi e la pietra del living, lasciano il posto al legno e alle tonalità sabbia delle pareti.

 

Ristorante Spazio

Lo studio Triplan firma gli ambienti del Ristorante Spazio Niko Romito Roma, che trova nuovo slancio dall’incontro tra il pluristellato Chef e la società Italia Cibum SpA. Il progetto si sviluppa andando a creare un concept originale e riconoscibile che sottolinei la creatività, l’eleganza e il gusto made in Italy. Il ristorante si compone di due spazi principali, per una superficie totale di 450 metri quadri. Il primo è “pane-caffè” e rappresenta un luogo veloce, informale, definito da un’architettura ricercata, attenta ai dettagli ed esaltata da materiali di pregio. Il secondo è il cuore del progetto, in cui gustare i piatti osservando le lavorazioni necessarie alla loro elaborazione. All’esterno, il pergolato trasforma lo spazio in un giardino.

La scelta dei materiali, dei colori e delle atmosfere definisce uno spazio non pretenzioso, ma elegante e confortevole, razionale e funzionale, in cui richiami ad oggetti d’arredo e di design classici convivono con finiture di recupero.

 

In copertina il progetto Villa Guillem di Alvisi Kirimoto

 

Elisa Viglianese