Zaha Hadid progetta il MMM Corones

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«The idea is that visitors can descend within the mountain to explore its caverns and grottos, before emerging out onto the terrace overhanging the valley far below with spectacular, panoramic views» Zaha Hadid

«L’idea è che i visitatori possano scendere all’interno della montagna per esplorare le sue caverne e le sue grotte, per poi emergere sulla terrazza a strapiombo, godendo di una spettacolare vista panoramica»: così l’architetto racconta il concept alla base del progetto architettonico del MMM Corones, il sesto ed ultimo museo del Messner Mountain Museum.
Situato sulle
Dolomiti, tra Val Badia, Valdora e Val Pusteria, il MMM Corones narra la storia dell’alpinismo tradizionale, dai suoi albori allo sviluppo dell’attrezzatura più all’avanguardia, e lo fa tramite citazioni, opere d’arte, installazioni multimediali e la fortissima scenografia della natura circostante.
Il progetto MMM – voluto e realizzato da
Reinhold Messner, alpinista ed esploratore di livello internazionale – comprende attualmente sei musei, ognuno dei quali è dedicato a un particolare tema della montagna: MMM Firmian a Castel Firmiano, MMM Ortles a Sold, MMM Dolomites sul Monte Rite, MMM Juval in Val Venosta, MMM Ripa nel Castello di Brunico e MMM Corones in Plan de Corones.

Un progetto di comunione con la natura, come quello che l’alpinista ha con la montagna

L’architettura, incorporata all’interno della cima del Monte Plan de Corones, è caratterizzata da linee sinuose e dalla geometria frammentata, come ogni progetto che porta la firma di Zaha Hadid. Il museo occupa una superficie di 1000 mq ed è sviluppato su più livelli, in modo da ridurre l’impatto ambientale sul territorio. Il livello superiore ospita l’ingresso, la biglietteria e il bookshop. Si raggiunge il piano più basso attraverso delle scale a cascata: da qui si accede alla terrazza panoramica.
Cemento armato e fibra di vetro costituiscono la struttura, donandole resistenza e un ottimo isolamento termico ed acustico. Per il rivestimento sono impiegati più di 400 pannelli, progettati su misura in modo da seguire il profilo sinuoso dell’architettura museale. In accordo con la naturale circostante, i pannelli esterni sono di colore grigio chiaro, come le cime calcaree delle Dolomiti, mentre quelli interni sono più scuri, a ricordare l’intensità dell’antracite.
Il progetto è unico, dalla linea inconfondibile e con una fortissima componente esperienziale. Al centro non vi è l’uomo, ma il suo rapporto con la natura e la possibilità di ritrovare uno spazio in cui ritirarsi e lasciare che la sua percezione si espanda oltre sé stesso: un percorso di comunione, come quello che l’alpinista ha con la montagna.

Elisa Viglianese

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