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ZERO-e | In the mirror with Nine Associati

Una piccola gelateria azzurra, elegante e ariosa: Zero-e è un ice-cream cafe “clean label” nascosto nel cuore di Isola del Liri, in provincia di Frosinone. Inaugurato nel 2017 da Alessandro Masci e Alberto Pagnani, Zero-e tramanda i segreti artigianali legati alle tradizioni del gelato italiano, servendo prodotti senza conservanti e a “etichetta pulita”.
Il progetto di ristrutturazione è stato affidato allo studio di architettura NINE Associati, il quale, grazie alla collaborazione con gli artigiani locali, realizza un interno completamente su misura. Il team, composto da Paolo Emilio Bellisario, Emilia Caffo, Matteo Di Sora e Sara Sarandrea, possiede un know-how multidisciplinare specializzato in architettura di interni, retail identity e product design. L’ambiente si sviluppa su una superficie di soli 38 m2 ma, grazie alla progettazione intelligente e strategica, dispone di ogni spazio necessario all’attività, incluso un piccolo laboratorio.

 

Le materie prime a vista e le due grosse pareti magnetiche sono certamente gli elementi cardine della flessibilità della sala centrale, caratterizzata da questo continuo cambio di elementi colorati che spiccano sullo sfondo azzurro.

 

Avete definito il concept progettuale attraverso tre parole chiave: ottimizzazione, design su misura e flessibilità. In che modo le ritroviamo nel progetto?
I tre parametri sono strettamente interconnessi e l’intero concept progettuale scaturisce da un continuo rimando dell’uno sull’altro. Visti i pochissimi metri quadri a disposizione si è partiti dall’ottimizzazione dello spazio effettuando tutta una serie di cambiamenti architettonici che, seppur minimi, erano necessari per eliminare qualsiasi “angolo morto” e poter avere – sia nella gestione presente che futura – quel grado di flessibilità necessaria non solo per il posizionamento dei macchinari da laboratorio, ma anche per adattare lo spazio ai diversi flussi di clientela nel corso dell’anno e delle stagioni.
Di rimando ciò ha richiesto anche la realizzazione su misura di tutti gli arredi interni. Ad esclusione dei soli macchinari tecnici, tutto ciò che è presente nel locale – tavoli, sgabelli, mensole, etc. compreso il rivestimento delle stesse macchine – è stato disegnato pensando a come ottimizzare sia la funzionalità che la percezione visiva degli spazi. Tutto è studiato per meglio adattarsi all’irregolarità della piccola sala consumazione, come ad esempio il lungo e stretto tavolo sociale progettato come una trave precompressa.
La scelta di esporre le materie prime in una sorta di magazzino stagionale/giornaliero a vista, insieme alla scelta di avere due grosse pareti magnetiche come alternativa allo statico tabellone dei gusti, sono certamente gli elementi cardine della flessibilità della sala centrale, caratterizzata da questo continuo cambio di elementi colorati che spiccano sullo sfondo azzurro. Così come la piccola sala consumazione è caratterizzata dalla vetrata completamente scorrevole che ne amplia la superfice all’esterno verso la piazza principale della città.

 

Il progetto si sviluppa a 360° e abbraccia la grafica, l’arredamento e l’intera corporate aziendale. Come nasce la collaborazione con la famiglia Masci e con gli artigiani italiani locali?
Di base c’era una conoscenza, una fiducia ed una stima reciproca, nata nel tempo dal classico rapporto tra cliente e commerciante. Poi negli anni i consigli e le riflessioni fatte davanti ad un caffè – o meglio un gelato – si sono tramutate in amicizia ed infine in complicità progettuale. La scelta di coinvolgere maestranze artigianali è un modo di operare usuale del nostro studio che, in questo caso, è diventata anche una scelta strategica e comunicativa voluta. Seppur nella loro semplicità stilistica volevamo che gli arredi trasmettessero quel calore, quella passione e quella cura del dettaglio che contraddistingue anche il lavoro della famiglia Masci. Nella nostra Provincia ci sono eccellenze artigianali straordinarie, ma poco conosciute e con il nostro lavoro ci piace fare da talent scout e accendere piccoli riflettori per farle scoprire anche ad altri.

 

Il colore azzurro, accompagnato dal bianco e dal legno chiaro, è predominante nella gelateria e ne definisce una vera e propria identità. In che modo e seguendo quali riferimenti avete definito la palette utilizzata?
Cerchiamo sempre di usare colori che si allineino alla personalità del brand, che non debbano essere solo belli da vedere, ma che possano trasmettere anche un significato al consumatore. In questo caso abbiamo scelto di utilizzare un colore che oltre ad esprimere più o meno consciamente un significato, potesse attirare l’attenzione.
Se si lancia un prodotto originale e innovativo, è consigliabile scegliere un colore poco usato da altri marchi del settore, questo per creare contrasto, distinguersi e, quindi, attirare l’attenzione. In linea di massima cerchiamo di applicare queste regole, ma sono poi il contesto e il genere di logo o prodotto a determinare il tipo di scelta cromatica finale da fare.

 

Photo by Alessandro Zompanti

 

Elisa Viglianese